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Sempre più in crescita il mercato delle prenotazioni on line

Sempre più in crescita il mercato delle piattaforme di prenotazione online di hotel (OTA). Ad oggi rappresentano una quota di pari al (28,6%)
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In Crescita Il Mercato Delle Prenotazioni On Line

In collaborazione con l’Istituto del turismo della Scuola universitaria professionale della Svizzera occidentale vallesana (HES-SO Valais-Wallis), HotellerieSuisse ha condotto un sondaggio tra gli alberghi svizzeri sui rispettivi canali di vendita tra gennaio e febbraio 2020. I risultati mostrano che i canali di prenotazione online continuano a crescere. Tuttavia, rispetto allo scorso anno, hanno acquisito importanza anche le prenotazioni dirette sui siti web degli hotel.

Nel complesso, lo scorso anno è stato registrato un lieve aumento delle prenotazioni in tempo reale tramite canali online, pari al 40,7% (+0,7% rispetto al 2018). Le piattaforme di prenotazione online (OTA) rappresentano la quota di mercato di gran lunga maggiore (28,6%) e sono nuovamente aumentate dello 0,6% rispetto allo scorso anno.

Tendenza continua verso le piattaforme di prenotazione online

Negli ultimi anni le OTA hanno moltiplicato la loro quota di mercato. Nel 2019, circa il 43% degli alberghi ha generato oltre il 30% di tutte le prenotazioni tramite OTA, con una struttura su cinque per cui questa modalità è salita addirittura oltre il 50%, dimostrando la grande dipendenza di molte aziende da queste partner commerciali. Le tre maggiori OTA, cioè Booking, Expedia e HRS, rappresentano insieme il 92,7% del mercato, con Booking come OTA dominante in Svizzera con una quota di mercato pari al 71,3%

Maggiori vantaggi grazie alle prenotazioni dirette

Per contrastare lo strapotere di mercato delle OTA, sempre più alberghi offrono ai loro ospiti vantaggi con le prenotazioni dirette. Ad esempio, l’85% degli albergatori intervistati offre ai propri ospiti sconti, upgrade od offerte aggiuntive. Gli ospiti ricompensano anche online: nel 2019, un pernottamento su dieci è stato generato attraverso i siti web degli hotel, con un aumento dell’1,5% rispetto al 2018.

 

Commissioni ai massimi storici

Con 184 milioni di franchi, nel 2019 gli alberghi svizzeri hanno pagato alle OTA più commissioni che mai. L’aumento rispetto all’anno precedente è pari a 10 milioni di franchi, che si spiega con la quota di mercato OTA leggermente più alta, ma soprattutto con la cifra d’affari delle strutture nettamente superiore nel 2019. Gli hotel pagano in media 48’000 franchi di commissioni, che corrispondono al 12-15% di commissioni per ogni prenotazione. Un albergo su 5 paga meno di 5000 franchi, mentre uno su 3 ne paga oltre 50’000.

Condizioni contrattuali restrittive

Il rapporto tra gli alberghi e le OTA rimane teso anche nel 2019. Interrogati sulle principali limitazioni alla libertà imprenditoriale derivanti dalle condizioni generali di contratto (CGC) delle OTA, generalmente gli hotel si lamentano del fatto che non sono autorizzati a proporre prezzi più convenienti (57%) o condizioni migliori (43%) sul loro sito web. Vengono inoltre menzionate le insufficienti possibilità di opposizione in caso di modifiche alle condizioni generali di contratto e la mancanza di trasparenza nella comunicazione delle relative variazioni. I termini per le modifiche alle condizioni generali di contratto sono brevi, in media tra i 5 (booking.com) e gli 11 giorni (HRS).

 

Nessun problema grazie a Lex Booking

Nel 2017 il Parlamento ha incaricato il Consiglio federale di risolvere il problema delle condizioni di concorrenza restrittive da parte delle OTA con la mozione Bischof, nota anche come «Lex Booking». In futuro gli hotel potranno offrire prezzi più bassi sul proprio sito web, ripristinando così la piena concorrenza. Dopo quasi tre anni di attesa, HotellerieSuisse chiede al Consiglio federale di garantire un’attuazione efficace. Attualmente gli albergatori svizzeri sono fortemente svantaggiati sulla scena internazionale, poiché tutti i Paesi vicini hanno già vietato tali condizioni contrattuali indebite.

Nuova campagna di settore sulle prenotazioni dirette

Durante la pandemia da coronavirus è stato dimostrato che gli ospiti che hanno prenotato direttamente con gli hotel hanno ricevuto soluzioni semplici e migliori in caso di storno. Inoltre, chi prenota direttamente è più fedele e leale nei confronti delle strutture alberghiere. Il rafforzamento dei canali di prenotazione diretta sta quindi diventando un fattore di successo sempre più importante per la competitività delle aziende del settore. Per questo l’8 giugno 2020 HotellerieSuisse lancia una campagna a favore delle prenotazioni dirette presso gli hotel. Con questa iniziativa, l’associazione settoriale intende rivolgersi direttamente agli ospiti consigliando loro: «L’offerta migliore è quella dell’albergo».

 
Nel complesso, lo scorso anno è stato registrato un lieve aumento delle prenotazioni in tempo reale tramite canali online, pari al 40,7% (+0,7% rispetto al 2018). Le piattaforme di prenotazione online (OTA) rappresentano la quota di mercato di gran lunga maggiore (28,6%) e sono nuovamente aumentate dello 0,6% rispetto allo scorso anno.
 
Tendenza continua verso le piattaforme di prenotazione online

Negli ultimi anni le OTA hanno moltiplicato la loro quota di mercato. Nel 2019, circa il 43% degli alberghi ha generato oltre il 30% di tutte le prenotazioni tramite OTA, con una struttura su cinque per cui questa modalità è salita addirittura oltre il 50%, dimostrando la grande dipendenza di molte aziende da queste partner commerciali. Le tre maggiori OTA, cioè Booking, Expedia e HRS, rappresentano insieme il 92,7% del mercato, con Booking come OTA dominante in Svizzera con una quota di mercato pari al 71,3%.

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Maggiori vantaggi grazie alle prenotazioni dirette

Per contrastare lo strapotere di mercato delle OTA, sempre più alberghi offrono ai loro ospiti vantaggi con le prenotazioni dirette. Ad esempio, l’85% degli albergatori intervistati offre ai propri ospiti sconti, upgrade od offerte aggiuntive. Gli ospiti ricompensano anche online: nel 2019, un pernottamento su dieci è stato generato attraverso i siti web degli hotel, con un aumento dell’1,5% rispetto al 2018.

Commissioni ai massimi storici

Con 184 milioni di franchi, nel 2019 gli alberghi svizzeri hanno pagato alle OTA più commissioni che mai. L’aumento rispetto all’anno precedente è pari a 10 milioni di franchi, che si spiega con la quota di mercato OTA leggermente più alta, ma soprattutto con la cifra d’affari delle strutture nettamente superiore nel 2019. Gli hotel pagano in media 48’000 franchi di commissioni, che corrispondono al 12-15% di commissioni per ogni prenotazione. Un albergo su 5 paga meno di 5000 franchi, mentre uno su 3 ne paga oltre 50’000.

 
Condizioni contrattuali restrittive

Il rapporto tra gli alberghi e le OTA rimane teso anche nel 2019. Interrogati sulle principali limitazioni alla libertà imprenditoriale derivanti dalle condizioni generali di contratto (CGC) delle OTA, generalmente gli hotel si lamentano del fatto che non sono autorizzati a proporre prezzi più convenienti (57%) o condizioni migliori (43%) sul loro sito web. Vengono inoltre menzionate le insufficienti possibilità di opposizione in caso di modifiche alle condizioni generali di contratto e la mancanza di trasparenza nella comunicazione delle relative variazioni. I termini per le modifiche alle condizioni generali di contratto sono brevi, in media tra i 5 (booking.com) e gli 11 giorni (HRS).