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Super bonus 80% per il settore turistico-ricettivo: dettagli sui requisiti per essere finanziabili

Per il Superbonus 80% sono stati stanziati 500 milioni di euro, che verranno concessi come segue: • 100 milioni di euro per il 2022; • 180 milioni di euro per gli anni 2023 e 2024; • 40 milioni di euro per il 2025. Il credito d'imposta dell'80% verrà riconosciuto per la realizzazione di interventi di riqualificazione energetica e di messa in sicurezza delle strutture turistiche-ricettive e potrà essere utilizzato in compensazione o cedibile (parzialmente o totalmente) a soggetti terzi entro l'anno di imposta 2025.
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Superbonus 80% Per Il Settore Turistico-Ricettivo: Dettagli Sui Requisiti Per Essere Finanziabili

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Con l’approvazione del Decreto Pnrr, avvenuta lo scorso 28 ottobre, le imprese che operano nel settore turistico-ricettivo avranno la possibilità di accedere ad una serie di incentivi con cui sarà possibile finanziare interventi di riqualificazione edilizia e progetti di digitalizzazione.

Oltre al contributo a fondo perduto fino a 40.000 euro (a cui dedicheremo un paragrafo più avanti), il Superbonus 80% è di sicuro la misura più attesa dagli albergatori e dai gestori di attività turistiche, soprattutto dopo la “pressione” svolta dal Ministero del Turismo per fa includere questo incentivo negli impegni di Governo. 

In attesa delle istruzioni sulle modalità di accesso ai finanziamenti, che verranno rese note entro 30 giorni dalla data di entrata in vigore del provvedimento, vediamo di seguito quali sono i requisiti richiesti e le spese finanziabili previste dalla bozza del Decreto Pnrr approvati il 

Superbonus 80% Turismo: requisiti di accesso e spese ammissibili

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Per il Superbonus 80% sono stati stanziati 500 milioni di euro, che verranno concessi come segue:

  • 100 milioni di euro per il 2022;
  • 180 milioni di euro per gli anni 2023 e 2024;
  • 40 milioni di euro per il 2025.

Il credito d’imposta dell’80% verrà riconosciuto per la realizzazione di interventi di riqualificazione energetica e di messa in sicurezza delle strutture turistiche-ricettive e potrà essere utilizzato in compensazione o cedibile (parzialmente o totalmente) a soggetti terzi entro l’anno di imposta 2025.

Ecco quali sono i soggetti che potranno accedere al Superbonus 80%:

  • imprese alberghiere;
  • strutture che svolgono attività agrituristica;
  • imprese del comparto fieristico e congressuale;
  • stabilimenti balneari;
  • stabilimenti termali;
  • porti turistici;
  • parchi tematici.

Per quanto riguarda le spese ammissibili, il credito d’imposta verrà concesso per i seguenti lavori:

  • incremento dell’efficienza energetica e riqualificazione antisismica delle strutture;
  • eliminazione delle barriere architettoniche;
  • interventi di manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo;
  • realizzazione di piscine termali e acquisto di attrezzature e apparecchiature per lo svolgimento delle attività termali;
  • progetti di digitalizzazione delle strutture.

L’ultimo aspetto da considerare riguarda le tempistiche di esecuzione dei lavori. I soggetti beneficiari, infatti, devono avviare gli interventi dopo l’entrata in vigore del nuovo decreto e i concluderli entro il 31 dicembre 2024. Inoltre, il credito verrà riconosciuto anche anche per gli investimenti e lavori già iniziati dopo il 1° febbraio 2020, ma non conclusi prima del nuovo decreto.

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Contributi a fondo perduto fino a 40 mila euro

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Sommando il credito d’imposta all’80% e i contributi a fondo perduto previsti dal Decreto Pnrr, il valore complessivo degli incentivi richiesti può arrivare fino a 100.000 euro, e fino al 50% dei costi dell’investimento. 

Infatti, gli stessi soggetti beneficiari del Superbonus 80% potranno richiedere contributi a fondo perduto fino a 40 mila euro. Le risorse dovranno essere utilizzate per finanziare i medesimi investimenti, ossia per interventi di riqualificazione e digitalizzazione delle imprese turistico-ricettive. 

Per alcuni specifici casi, inoltre, gli importi riconosciuti possono raggiungere anche cifre maggiori. 

  1. è prevista una maggiorazione fino a 30.000 euro, se il 15% dell’investimento viene impiegato per interventi di digitalizzazione e innovazione tecnologica delle strutture;
  2. per imprese femminili e/o giovanili (tra i 18 e i 35 anni) sono previsti ulteriori importi fino a 20.000 euro;
  3. per le imprese che hanno sede operativa in una delle regioni del Sud Italia (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia), è prevista una maggiorazione fino ad ulteriori 10.000 euro.

Il pagamento delle somme dovute verrà effettuato in un’unica soluzione solo a lavori conclusi. I soggetti beneficiari, però, possono richiedere un anticipo fino al 30% del totale, a fronte di una garanzia fideiussoria.

 

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